venerdì 27 febbraio 2009

Personaggi di Eboli: Antonio Lamberti Presidente del Comitato quartiere Rione Paterno


Chi pensa che ad Eboli, ed in qualsiasi altra città, non sia importante l’esistenza dei comitati di quartiere, dovrebbe rileggersi la storia di un esperienza vissuta in uno dei quartieri più popolari
di Eboli; il quartiere Paterno, dai residenti e dall’intera comunità ebolitana che, grazie all’impegno ed alla passione di un gruppo di amici, hanno avuto la fortuna, dal 1996 fi no ad oggi, di poter vivere veri momenti di aggregazione e la garanzia di uno scrupoloso monitoraggio delle
problematiche presenti sul territorio. La favola del Comitato quartiere paterno ebbe inizio nel lontano 1996, appunto, a raccontarci questa storia è uno dei personaggi più attivi di quel gruppo di
amici che fondarono il comitato; Antonio Lamberti.
Dal suo ampio sorriso si può intuire la passione con la quale potè nascere questa esperienza, un vero
esempio di concretezza e vitalità che dovrebbe fungere da stimolo per tante altre iniziative cittadine
impantanate, purtroppo, in processi di scalate professionali ed interessi personali.
Ma è al comitato quartiere Paterno ed al suo presidente; Antonio Lamberti, che vogliamo dare
risalto….
Antonio, comè è stato l’inizio di questa esperienza?

All’inizio abbiamo cominciato a dialogare con le istituzioni, questo ha dato un serio imput agli stimoli, infatti, ci ritrovammo un parco giochi in via Romolo Murri nel
quale i residenti poterono portare i bambini. Il nostro motto era proporre 100 per ottenere 10! Possiamo comunque dire che i primi anni sono si stati quelli più diffi cili, ma anche quelli più appassionanti proprio per l’impegno che ci era richiesto.

Avete una sede nella quale poter realizzare
delle attività?

Certo, questo obbiettivo è stato raggiunto con successo diversi anni fa, esattamente nel 2000\2001 ci fu assegnata dal comune la ex scuola elementare sita in via Fontanelle, certo, quando ci insediammo trovammo tante diffi coltà, furono
ben 4 i mezzi della nettezza urbana che trasportarono rifiuti presenti nell’area, ma possiamo ritenerci comunque fortunati nell’aver avuto tale
riconoscimento.

Quali sono le attività o le manifestazioni da voi create che più vi hanno contradistinto?

Beh, ce ne sarebbero tante, in 12 anni abbiamo creato un numero di attività impressionanti, ancora oggi, anche se l’entusiasmo dei residenti è un po’ scemato, continuiamo ad organizzare concerti di successo nel quartiere ed a proporre
delle idee…. Comunque, quello che più mi piace ricordare è la sette giorni al Paterno, manifestazione dedicato soprattutto ai più piccoli dove si proponevano
sport, musica, giochi, concorsi e tanto altro riscuotendo una partecipazione al di sopra di ogni aspettativa. Ancora, possiamo vantarci di aver riproposto una
tradizione locale inerente al carnevale; la farsa di Don Annibale, appuntamento
imperdibile per gli amanti della storia e delle tradizioni. Non ci dimentichiamo che una manifestazione di livello nazionale, per quanto riguarda la comicità, è stata ideata da noi ed ha avuto inizio proprio nel quartiere Paterno….
La tombolata di Natale, le attività estive presso la sede, dove abbiamo anche un bocciodromo…. Insomma, ne abbiamo ci cose da raccontare!
Ma oggi, dopo ben 13 anni, quali sono i riscontri sociali e politici?

Questo è un tema abbastanza delicato, posso solo esprimere un forte dispiacere
per un certo disinteresse sempre più emergente rispetto al’impegno sulle problematiche del quartiere, è passato del tempo e le cose sono cambiate, i bambini non amano abbastanza il gioco di strada… televisione, videogiochi ed internet le
cause, i residenti adulti non riescono a trovare degli stimoli giusti come fu per noi soci fondato fondatori….
Insomma, non possiamo certo essere soddisfatti come nei periodi migliori, qualche demerito
va attribuito anche alle istituzioni che non hanno certo investito il dovuto sulle nostre idee e sui nostri sforzi, ma ci siamo, continuiamo ad esserci per tutti, residenti e non residenti, continuiamo a
proporre soluzioni per il quartiere, invitiamo gli amici residenti a recarsi presso di noi, in via Fontanelle, per porci l’attenzione delle problematiche del quartiere, non possiamo risolvere problemi di natura personale, questo no, ma siamo attenti ad ogni evoluzione negativa e positiva del territorio dove operiamo, è questo che un comitato deve saper fare ed è questo che abbiamo sempre fatto...
Per qualsiasi informazione, rivolgersi alla sede del comitato quartiere Paterno in via Fontanelle
presso la ex scuola elementare.


Cosimo Avigliano

sabato 24 gennaio 2009

I MERITI DELL’OASI NEL DESERTO

A volte un cittadino qualunque, uno che non vuole interessarsi di politica, non aspira a nessun ruolo nella società, non ha bisogno di nessuna vetrina, non insegue sue personali traguardi… insomma, uno qualunque, si trova spiazzato a sfogliare le pagine dei soliti giornali di cronaca locale e accorgersi che la realtà che lui, cittadino qualunque, è abituato, suo malgrado, a vivere non viene descritta e rappresentata come lui è costretto ad accettarla…..
Il concetto può sembrare di complicata concezione, ma è uno di quei malesseri più diffusi nel cittadino medio che provoca più rabbia e stupore di tante altre ilarità che si possono trovare tra le righe della sempre più “allegra” cronaca locale.
Giocare a fare gli eroi in qualche articoluccio gentilmente “offerto” dallo pseudo giornalista o pubblicista che dir si voglia di turno è fin troppo facile, a volte è anche giusto sottolineare quanto di buono una persona riesce ad esprimere….. lo fa anche il sottoscritto con immenso piacere quando riesce a cogliere qualche buon frutto dalla pianta del merito di alcuni….ma quando quei meriti proprio non ci sono, quando si ha la faccia tosta di provare a prendere in giro il lettore comune, il cittadino qualunque alludendo a vere e proprie “sciocchezze”, approfittando di un sassolino spostato per vantarsi di aver trascinato una montagna…. Beh, allora il disagio, la rabbia, lo sgomento, l’indignazione del cittadino qualunque di cui sopra…. Non può essere che una logica conseguenza!
Onde evitare di essere troppo vago e considerato il fatto di sapere perfettamente a cosa mi riferisco, porto come esempio la situazione attuale, ma cronica, di un quartiere di Eboli, la zona più complicata ed abbandonata del nostro territorio…. ( Forse non è consigliabile stilare una classifica del degrado perché potrebbe esserci di peggio…. Vedi San Nicola Varco….).
Il quartiere o Rione in questione è la tanto “odiata”, da ogni amministratore, zona 167, attualmente denominato Rione Pescara, una zona nella quale sembra difficile, anzi, impossibile avviare qualsiasi progetto di riqualificazione urbana e produttiva, un grande quartiere abbandonato da anni alle sue disgrazie, un luogo dove si continua a speculare sui disagi di tanti residenti, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per la prevenzione ed il recupero del disagio dei giovani, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per il sostegno agli indigenti, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per il controllo e la salvaguardia del territorio, dove esistono, ma non esistono, politici eletti grazie alla fiducia ed alla speranza di chi continua a sopravvivere in un luogo ostile e, a volte, invivibile!
E’ da un po’ di tempo che sulle pagine delle cronache locali continuano ad apparire articoletti che descrivono alcuni interventi effettuati nel quartiere come grandi opere capaci di dare finalmente una svolta alla zona, righe su righe di elogi a strani personaggi che, all’improvviso, diventano paladini di una questione mai affrontata sul serio per via di sudditanze, amicizie importanti, ecc, ecc.
Il cittadino qualunque, quello che, comunque, non si distrae dalla realtà, sa bene che un oasi nel deserto non può essere fonte di proclami festosi, lo sa perché, vivendo in quel quartiere, ha modo di costatare il nulla che continua a circondarlo, ha modo di verificare costantemente il disinteresse per i grandi problemi della zona, ha modo di accorgersi della scarsissima illuminazione, del degrado di troppi frazioni, dell’abbandono di troppe strutture, dell’inutilità di tante altre strutture, dell’assenza effettiva in strada di pseudo organi deputati a farlo per via di protocolli di intesa ed accordi morali, dell’immobilismo di organi creati per onorare le cause del quartiere ed, invece, continuano a latitare occupando, con abuso morale, strutture del comune che potrebbero essere destinate a soggetti ben più volenterosi……
Il cittadino qualunque sa bene che uno sviluppo commerciale ed urbano sarebbe il vero miracolo in quel deserto di civiltà… un deserto dove un bar, un chiosco, un alimentari e qualche officina…. Non possono determinare in modo favorevole il presente ed il futuro della zona, ed allora è anche più che normale che si possa seriamente arrabbiare di fronte alle belle parole scritte sulle pagine della cronaca locale per santificare uno o più soggetti per l’attivazione di un semaforo che giunge con secoli di ritardo, per un intervento di manutenzione sul manto stradale effettuato solo dopo svariate denunce da parte di cittadini qualunque, ecc, ecc.
I meriti sono qualcosa di facile da raggiungere se si ha a disposizione l’amicizia di un “compare” che ha la fortuna di scrivere su di un giornale, la cosa molto più difficile è essere onesti con se stessi e con i cittadini che non riescono a seguire certe dinamiche e si fidano di persone alle quali hanno delegato certe funzioni… essere onesti con il territorio, con la città, con chi ha il diritto ad abitare in un quartiere curato e sul quale si progettano soluzioni e non abbandono!
Ben vengano tutti gli sforzi da parte di ognuno, ma per carità, che nessuno abbia lo sciagurato coraggio di arrogarsi meriti che, di certo, non ha e non avrà fin quando non sarà indipendente da tutti e da tutto!

Cosimo Avigliano

UN DOLCE “NATALE DELL’EST” AD EBOLI

Tra i tanti appuntamenti “tradizionali” organizzati ad Eboli nel periodo natalizio, uno di quelli che più si è distinto per originalità e spiccato senso di globalizzazione è senz’altro la manifestazione proposta Domenica 4 gennaio 2009 dall’associazione culturale luna e l’altra “ IL NATALE DELL’EST”.
Un appuntamento avvenuto anche grazie al patrocinio dell’assessorato alle politiche sociali del comune di Eboli che si è svolto, con evidente e meritato successo, presso il Teatro Comunale Salita Ripa.
Tale appuntamento ha visto la celebrazione del Natale ortodosso per i tantissimi “amici” dell’Est Europa che vivono e lavorano nella nostra città, l’evento, però, non ha interessato esclusivamente loro, anzi, l’affluenza presso il Teatro di Salita Ripa ha visto protagonisti anche molti ebolitani che, chi mosso dalla curiuosità, chi dal giusto rispetto per una cultura a noi molto affine, si sono ritrovati a festeggiare il Natale ortodosso insieme ad amici ucraini, russi, ecc, ecc.
L’organizzazione di questa interessantissima manifestazione è stata curata dalla signora Zina Maioli, Presidente dell’Associazione “Luna e L’altra”, che, affrontando naturali problematiche logistiche ed ignorando i soliti tentativi di boicottaggio da parte dei soliti personaggi negativi sempre presenti, purtroppo, nella società ebolitana, ha saputo realizzare un evento che porta, ancora una volta, il nome di Eboli tra le città più attive nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione, una caratteristica, questa, che sembra essersi affievolita in una città che ha sempre saputo dimostrare capacità umane e morali al di sopra della media ma che, negli ultimi periodi, non trova abbastanza volontà ed impegno nei soggetti che dovrebbero, come la signora Zina Maioli, mantenere fede ai loro principi.
L’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica dovrebbe tenere molto più conto di soggetti ed associazioni che dimostrano passione e volontà per determinati argomenti e garantire, soprattutto, serie e costanti verifiche nei confronti di quelle associazioni che, a differenza di realtà molto più umili ( come ad esempio l’associazione L’una e L’altra”) riescono, per mezzo di importanti amicizie e scandalosi compromessi, ad accedere a contributi sia comunali, che provinciali, che regionali i quali, la maggior parte delle volte, vengono “bruciati” in assunzioni di collaboratori inutili ( quasi sempre amici di amici), in pseudo attività di laboratorio che aiutano solo pseudo operatori ad aumentare il loro numero di ore retribuite, in scellerati acquisti di materiale utile solo alla causa di chi ha la responsabilità di spendere….
Verifiche opportune che eviterebbero il solito magna magna da parte di soggetti inadatti ed inadeguati alla causa, e che permetterebbero ai veri destinatari di quei fondi di goderne davvero e non per gioco.
Associazioni come “L’una e L’altro” dovrebbero essere lo stimolo per una rinascita seria e costruttiva del mondo associativo ebolitano, tanto ha dato Eboli alle politiche del terzo settore, dell’accoglienza, dell’integrazione….. tanto potrebbe ancora dare se non si lasciasse che questo sistema venga ancora affollato da veri speculatori e sciaccalli che nella solidarietà hanno trovato l’unico modo per ambire a qualche posizione di comdo nello scacchiere societario e determinare a loro piacere le dinamiche di un settore dove dovrebbe, invece, esistere un equilibrio imprenscindibile.
La speranza è che si possa continuare ad assistere ad iniziative come “Il Natale dell’Est” senza dover accettare il fatto che a queste importanti iniziative siano sempre più sporadiche e che i finaziamneti stanziati per il settore in questione, invece, aumentino sempre di più per chi, dal canto suo, non riesce a far altro che falsificare documenti e fatture facendo credere di aver svolto attività mai svolte ed aver investito per coloro che dovrebbero essere i veri fruitori somme mai destinate in pieno a loro.
La dimostrazione più classica dello stato attuale del mondo associativo eboilitano è l’assenza cronica delle associazioni ad appuntamenti di rilievo come il “Natale dell’Est”… se questa è solidarietà…….

Cosimo Avigliano

IL MESTIERE DI VIVERE…..

Che i periodo sia caratterizzato da una preoccupante crisi non sono certo io a scoprirlo e nemmeno mi sento autorizzato ad ingombrare con il mio inchiostro le migliaia di pagine riservate a questo triste argomento di attualità.
A questa crisi generale, però, si associano degli atteggiamenti reattivi da parte di alcuni personaggi di sicuro prossimo avvenire che riescono ad alleviarci, anche se per un istante, la tensione ed hanno il potere di “restituirci” il dono di un sorriso.
La vicenda alla quale mi riferisco appartiene, come spesso capita quando si tratta di notizie del genere, alla voce del popolo, una curiosità, quindi, ancora non del tutto verificata, ma che, considerato il momento critico, desta, comunque, un interesse abbastanza diffuso.
Il fatto riguarda uno scaltro signore, neo pensionato, che, in barba ad ogni sentimento di avvilimento, beffando i richiami dell’ozio e dell’immobilismo cronico si è letteralmente inventato un nuovissimo mestiere; Lo Sciacallo dei distratti!
Questa nuova forma di attività ( non ancora professionale….ma redditizia), si basa proprio sul concetto di superficialità di molti giocatori nel verificare le proprie possibilità di vincita sul gioco dei “gratta e vinci” e sui biglietti del lotto!
Certo, a, molti di noi può sembrare impossibile che si possano verificare tali “sciocchezze” da parte di chi investe comunque denaro per ambire ad una vincita, ma il dato di fatto è che questo ignoto signore ( il quale sarà sicuramente infastidito dall’attenzione rivolta alla sua “scoperta”), in poche settimane di intensa attività è riuscito a recuperare, sempre in base al racconto di radio popolo, una ingente somma di denaro semplicemente “rivisitando” i biglietti “gratta e vinci” e “ricontrollando” i numeri giocati al lotto e finiti nella spazzatura!
Il sistema è molto semplice; basta riuscire ad accedere ai cestini dei rifiuti situati nelle tabaccherie e ricevitorie del lotto o nelle apposite rivendite di “gratta e vinci”, sistemare tutti i “ricchi” rifiuti in appositi cartone accuratamente contrassegnati con nome dell’attività e via ove essa risiede, “visitare” quanti più esercizi possibili in orario di chiusura e, una volta a casa, cominciare a grattare e controllare i biglietti nel modo più scrupoloso possibile!
Tutto molto semplice e, a volte ( soprattutto quando si trova qualcosa), molto divertente, come lavoro credo sia davvero niente male, certo, essere considerati degli sciacalli non fa certo piacere a nessuno, infatti è questo l’unico impedimento per molti di noi, ma il periodo di crisi è davvero nel suo momento topico, la gente gioca ancora di più per coltivare la speranza di sottrarsi alle ristrettezze di questa dannato periodo, quindi, aumenta anche la percentuale di “scelleratezza umana” che permetterebbe agli sciacalli dei distratti di portare avanti questo loro progetto di vita ( momentaneo) e, magari, aprirebbe anche le porte ad un eventuale riconoscimento di tale categoria nelle figure professionali del settore “sciacallaggio”….. D’altronde, quante vincite non ritirate ritornano nelle casse dello stato e vengono investite per chissà quale incentivo alla classe politica o qualcosa di simile???
Il lavoro, oggi, è diventato un miraggio…. Se si riesce ad inventarselo che male ci può essere???
Buon lavoro a tutti, sciacalli e non!

Cosimo Avigliano

C’ERA UNA VOLTA AD EBOLI……

La storia è la storia e non si tocca…. O almeno dovrebbe essere questo uno dei principi portanti della razza umana ( prevalente su quella animale perché capace di svilupparsi nel tempo e dimostrare il dono dell’intelletto e della ragione…..).
La storia non è altro che un immenso libro dell’immaginario dove pagine su pagine si sovrappongono fino a costituire il passato dell’intera umanità!
La storia insegna, stimola la memoria, regola le dinamiche del mondo….., si erge a pilastro delle civiltà dei popoli illuminandoli con gocce di saggezza di valore inestimabile. La storia è tutto….ma, a volte, qualcuno, non sentendosi in grado si rispettarla…la distrugge!
Anche Eboli, anzi, soprattutto Eboli, possiede ed ha posseduto delle storie di spessore assai rilevante, ma, purtroppo, infangate dalla presunzione, dagli interessi, dalla mancanza assoluta di passione e rispetto verso i principi di base sulle quali quella storia si era formata.
Nel valzer dei “ C’era una volta ad Eboli” si potrebbero inserire alcune cose delle quali, la nostra città, si era sempre potuto vantare….
C’era una volta ad Eboli…un luogo meraviglioso ed accogliente chiamato Embrice, in questo angolo di paradiso, vedetta incantevole di tanta maestosità di questa storica e nobile città, tutti gli ebolitani, almeno una volta nella loro vita, hanno trovato attimi di pace e spiritualità, un gioiello della natura del quale amavano vantarsi… un pregio del quale non potranno più avvalersi, un pezzo di storia stroncato dallo spirito innovativo, alla deriva culturale ed all’insensibilità di alcuni amministratori che hanno cancellato un altro frammento di identità della nostra cara città.

C’era una volta ad eboli l’imponenza di due colonne e la maestosità di un albero secolare…… queste tre componenti erano i guardiani dell’ingresso in un area rurale confinante con il territorio di un piccolo comune adiacente ad Eboli; Campagna.
Per giungere in località “ A Maronn A Nov” era da quella postazione che si doveva transitare, la sensazione nell’attraversare le grandi colonne e trovarsi al cospetto dell’albero secolare era quella di stravolgere le abitudini del caos urbano ed essere introdotti in un oasi di pace, sentirsi circondato da estesi campi fioriti, avere l’istinto di alzare il piede dal pedale di accelerazione e guidare in completo stato di estasi, affascinato da un silenzio difficile da raggiungere……
Purtroppo, anche colonne ed albero hanno conosciuto la loro fine grazie all’intuito disfattista e la presunzione degli stessi amministratori di cui sopra!

C’era una volta ad Eboli una classe politica…… c’erano una volta ad Eboli dei politici….c’era una volta ad Eboli una politica…… lasciamo perdere……………..

C’era una volta ad Eboli un progetto di solidarietà, sostegno, supporto al disagio minorile, aggregazione, volontariato….. c’era un progetto creato da persone stupende, da veri angeli con un cuore grandissimo, persone indimenticabili, soggetti capaci di esprimere una passione smisurata per la solidarietà, individui colmi di sentimenti, umanità, amore…. C’era una volta ad Eboli un progetto di recupero della dignità umana, di umiltà, allegria….., un progetto che non aveva bisogno di risorse ulteriori perché già ricco di vere motivazioni morali….c’era una volta ed anche questo, oggi, non c’è più, grazie al cinismo di alcuni, all’insensibilità, all’opportunismo, agli interessi, alla presunzione di chi non ha avuto rispetto per la storia e per chi la storia ha saputo crearla fondandola su principi imprescindibili che, invece, sono violati e violentati da attuali “ir” responsabili inadatti ed inadeguati al ruolo di “operatori del settore”… dei veri deterrenti di un sistema basato su caratteristiche umane a loro sconosciute!

C’era una volta ad Eboli…. Il passeggio serale, soprattutto nei fine settimana, in Piazza Della Repubblica…..
C’era una volta ad Eboli il flusso di cittadini sul viale Amendola…..
C’era una volta ad Eboli il commercio………..
C’era una volta ad Eboli la grande, bella, divertente Fiera Campionaria…..
C’era una volta ad Eboli FeedBack………
C’era una volta il vero Agosto Ebolitano………
C’era una volta ad Eboli il concorso lirico Vissi D’arte………
C’era una volta ad Eboli molto di più di quanto adesso si può solo immaginare!!!

Cosimo Avigliano

domenica 18 gennaio 2009

I MERITI DELL’OASI NEL DESERTO


A volte un cittadino qualunque, uno che non vuole interessarsi di politica, non aspira a nessun ruolo nella società, non ha bisogno di nessuna vetrina, non insegue sue personali traguardi… insomma, uno qualunque, si trova spiazzato a sfogliare le pagine dei soliti giornali di cronaca locale e accorgersi che la realtà che lui, cittadino qualunque, è abituato, suo malgrado, a vivere non viene descritta e rappresentata come lui è costretto ad accettarla…..
Il concetto può sembrare di complicata concezione, ma è uno di quei malesseri più diffusi nel cittadino medio che provoca più rabbia e stupore di tante altre ilarità che si possono trovare tra le righe della sempre più “allegra” cronaca locale.
Giocare a fare gli eroi in qualche articoluccio gentilmente “offerto” dallo pseudo giornalista o pubblicista che dir si voglia di turno è fin troppo facile, a volte è anche giusto sottolineare quanto di buono una persona riesce ad esprimere….. lo fa anche il sottoscritto con immenso piacere quando riesce a cogliere qualche buon frutto dalla pianta del merito di alcuni….ma quando quei meriti proprio non ci sono, quando si ha la faccia tosta di provare a prendere in giro il lettore comune, il cittadino qualunque alludendo a vere e proprie “sciocchezze”, approfittando di un sassolino spostato per vantarsi di aver trascinato una montagna…. Beh, allora il disagio, la rabbia, lo sgomento, l’indignazione del cittadino qualunque di cui sopra…. Non può essere che una logica conseguenza!
Onde evitare di essere troppo vago e considerato il fatto di sapere perfettamente a cosa mi riferisco, porto come esempio la situazione attuale, ma cronica, di un quartiere di Eboli, la zona più complicata ed abbandonata del nostro territorio…. ( Forse non è consigliabile stilare una classifica del degrado perché potrebbe esserci di peggio…. Vedi San Nicola Varco….).
Il quartiere o Rione in questione è la tanto “odiata”, da ogni amministratore, zona 167, attualmente denominato Rione Pescara, una zona nella quale sembra difficile, anzi, impossibile avviare qualsiasi progetto di riqualificazione urbana e produttiva, un grande quartiere abbandonato da anni alle sue disgrazie, un luogo dove si continua a speculare sui disagi di tanti residenti, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per la prevenzione ed il recupero del disagio dei giovani, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per il sostegno agli indigenti, dove esistono, ma non esistono, organi competenti per il controllo e la salvaguardia del territorio, dove esistono, ma non esistono, politici eletti grazie alla fiducia ed alla speranza di chi continua a sopravvivere in un luogo ostile e, a volte, invivibile!
E’ da un po’ di tempo che sulle pagine delle cronache locali continuano ad apparire articoletti che descrivono alcuni interventi effettuati nel quartiere come grandi opere capaci di dare finalmente una svolta alla zona, righe su righe di elogi a strani personaggi che, all’improvviso, diventano paladini di una questione mai affrontata sul serio per via di sudditanze, amicizie importanti, ecc, ecc.
Il cittadino qualunque, quello che, comunque, non si distrae dalla realtà, sa bene che un oasi nel deserto non può essere fonte di proclami festosi, lo sa perché, vivendo in quel quartiere, ha modo di costatare il nulla che continua a circondarlo, ha modo di verificare costantemente il disinteresse per i grandi problemi della zona, ha modo di accorgersi della scarsissima illuminazione, del degrado di troppi frazioni, dell’abbandono di troppe strutture, dell’inutilità di tante altre strutture, dell’assenza effettiva in strada di pseudo organi deputati a farlo per via di protocolli di intesa ed accordi morali, dell’immobilismo di organi creati per onorare le cause del quartiere ed, invece, continuano a latitare occupando, con abuso morale, strutture del comune che potrebbero essere destinate a soggetti ben più volenterosi……
Il cittadino qualunque sa bene che uno sviluppo commerciale ed urbano sarebbe il vero miracolo in quel deserto di civiltà… un deserto dove un bar, un chiosco, un alimentari e qualche officina…. Non possono determinare in modo favorevole il presente ed il futuro della zona, ed allora è anche più che normale che si possa seriamente arrabbiare di fronte alle belle parole scritte sulle pagine della cronaca locale per santificare uno o più soggetti per l’attivazione di un semaforo che giunge con secoli di ritardo, per un intervento di manutenzione sul manto stradale effettuato solo dopo svariate denunce da parte di cittadini qualunque, ecc, ecc.
I meriti sono qualcosa di facile da raggiungere se si ha a disposizione l’amicizia di un “compare” che ha la fortuna di scrivere su di un giornale, la cosa molto più difficile è essere onesti con se stessi e con i cittadini che non riescono a seguire certe dinamiche e si fidano di persone alle quali hanno delegato certe funzioni… essere onesti con il territorio, con la città, con chi ha il diritto ad abitare in un quartiere curato e sul quale si progettano soluzioni e non abbandono!
Ben vengano tutti gli sforzi da parte di ognuno, ma per carità, che nessuno abbia lo sciagurato coraggio di arrogarsi meriti che, di certo, non ha e non avrà fin quando non sarà indipendente da tutti e da tutto!

Cosimo Avigliano

LA BOTTEGA DELL’ARTE


a cura di Roberto Forlano

YRES
La Rock-band YRES nasce nel lontano Febbraio del 1997 ad opera di Bruno Di Donato e Gianfranco Villano, rispettivamente voce e chitarra del gruppo. L'attuale line-up della band prevede inoltre Dario Torsello alla chitarra, Stefano Fiorillo alla batteria e Pasquale Palladino al basso.Il gruppo vanta nel proprio bagaglio musicale la produzione di quattro demo, più di trecento date live, numerosi passaggi radiofonici e televisivi sui maggiori network (Canale 5, Rai2, RadioRai, ALLMUSIC, RockTv... ) e l'alta rotazione di un singolo (Radiofonica),il cui video e' stato trasmesso da ALLMUSIC.Nel 2005 gli YRES hanno vinto “San Remo Rock 2005 Festival and Trends” come miglior band, nella stessa manifestazione inoltre si sono aggiudicati il premio della critica messo in palio dall'importante rivista “TV RADIO CORRIERE” e il premio come miglior bassista.Nel 2007 la rock band e' stata prima scelta per aprire con un clip la presentazione del nuovo disco de Le Vibrazioni all'Alcatrazz di Milano in onda su ALLMUSIC e poi si e' aggiudicata un concorso indetto da Bi.Live per la produzione del video del singolo Radiofonica trasmesso da ALLMUSIC.
Gli YRES nel giugno dello stesso anno sono stati ospiti di Red Ronnie al Roxy Bar, che li ha voluti anche al Motorshow alla Fiera di Bologna per il 4° Trofeo Miti della Musica-Volkswagen, svoltosi in Dicembre.
Il 2008 si apre con l'esclusione del nuovo brano, "48", dal Festival di Sanremo; eppure, paradossalmente, ciò si rivela una fortuna: il brano, dedicato al dramma dei padri separati, attraverso un tam tam sulla rete, diviene una sorta di "inno" delle associazioni dei papà separati, facendo balzare la band su importanti testate giornalistiche (Il Corriere della sera, TV Sorrisi e Canzoni), e su diversi palchi (come quello del Daddy's Pride di Roma).
Ad oggi la band è sotto produzione, con la Wide Production , e sta incidendo l’album d’esordio.

Roberto Forlano