lunedì 10 novembre 2008

L'AVVOCATO DELLE CAUSE PERSE


L'INFARTO DELL'OSPEDALE

Che da un po' di tempo il malato più grave fosse proprio lui, l'ospedale, lo si era ben capito. Ma di ciò ci eravamo talmente abituati che alla fin fine pensavamo fosse patologico tale stato di cose. Invece no, ultimamente l'ospedale, il malato cronico, riversa in condizioni pessime e sembra di assistere ad un lento ma inesorabile calvario. Sembra di essere al suo capezzale. Per uno strano gioco delle parti i ruoli si sono rovesciati. Noi assistiamo Lui. Perché se volessimo personificare l'ospedale di Eboli, in questo momento ci apparirebbe come un malato pieno di bende, con la gamba ingessata appesa, il capo coperto da fasce peggio di una mummia, e l'ennesima flebo che scorre nelle vene. Una situazione paradossale; se l'ospedale da sempre è chiamato ad assistere la salute delle persone, oggi chi assiste “l'assistente”? Un po' come direbbe Tabucchi: Chi testimonia per il testimone?... La risposta può sembrare ovvia: la politica. Perché è giusto che questa rispecchi le necessità del popolo e si batta per un servizio fondamentale, quale è quello dell'assistenza sanitaria. Ed è un diritto sacrosanto di ogni cittadino, quello di avere ad una distanza ragionevole un servizio di pronto soccorso che risponda immediatamente alle emergenze. Ma troppo spesso la politica si distacca dal ruolo al quale è chiamata, ed in questo caso, come in molti altri, preferisce chiudersi in calcoli ed artifici numerici per giustificare la chiusura di un ospedale piuttosto che fare discorsi razionalmente umani. Se la situazione sanitaria versa in condizioni disastrose, le colpe sono individuabili. E sono colpe individuali, che bisogna ricercare nella classe dirigente. E' inutile versare parole da demagoghi sulle cattive abitudini del sistema. Ci vuole una sorveglianza “spartana” che stia lì a vigilare puntigliosamente su ogni minimo particolare. Ma purtroppo così non è e per questi motivi ci ritroviamo a pagare le pene una grande fetta di popolazione ebolitana e limitrofa. Insomma, per colpa di pochi, si paga tutti!

Giuseppe Avigliano

STORIE

( Brevi cenni di memoria estrapolati dal libro “Frammenti di vita” dell’autore Cosimo Avigliano Senior nato ad Eboli il 14 Gennaio 1931 )

“LA RIPICELLA”
La “Ripicella” è una scala più unica che rara, questa scala è una delle meraviglie del centro storico di Eboli ed è composta di 64 scalini.
Per poter vincere questa altezza con così pochi scalini, essa è costruita in modo che dal primo scalino al secondo non solo c’è la distanza di qualche metro, ma presenta notevoli pendenze fino al 49° scalino dove si trova un terrazzino con parapetto dal quale si può scorgere tutta la meravigliosa Piana del Sele.
Dal terrazzino per raggiungere Piazza Attrizzi ci sono ancora quindici scalini a tesa unica, giunti nella piazza, oltre ad una bella fontana, c’è un arco acuto che porta, appunto, in via Attrizzi che sfocia, a sua volta, in Piazza Portadogana. Adiacente a questu’ultima, sorge una scala che conduce al monastero ove risiedono le amate monache, la toponomastica indica queste scale come Via Primo capo di ferro. Proseguendo si arriva al Castello Colonna, già del “Guiscardo”.
Girando a destra, con due “scalinatelle” si giunge ad Attrizzi oppure alla Madonna della gran potenza dove si trova ancora la tanto venerata edicola di un tempo. In questa Piazza vi abitava il famoso generale Giuseppe La Francesca padre della Baronessa “Avezzano”, proseguendo, infatti, si arriva in Via Francesco La Francesca fino a Piazza Pendino.
Tornando alla “Ripicella”, scala architettonica di gran valore e maestria, voglio solo chiudere ricordandone l’imponenza ed il fascino che, quando ero ancora un bambino, riusciva a trasmettermi.

Cosimo Avigliano

IL PROFILO MIGLIORE DELLA NOSTRA CITTA’….


La dimostrazione delle indiscutibili qualità umane e morali di tanti ebolitani è l’elevato numero di associazioni presenti sul territorio, le quali, chi in modo serio e passionale, chi, invece, per vergognosi interessi economici, professionali e personali, si rivolgono, nella maggior parte dei casi, a persone con evidenti disagi sociali.
Noi di ebolidiva, nell’ottica dei principi di base che ci siamo imposti, vogliamo dare spazio e voce a quelle realtà associative realmente interessate ad investire tutta la loro passione ed il loro impegno nei confronti dei meno abbienti, vogliamo rendere giustizia agli onesti ed ai coerenti operatori di un settore assai delicato, senza smettere mai, però, di tenerci alla larga da speculatori, e ce ne sono tanti di pseudo educatori, purtroppo, e furbi benefattori in cerca solo ed esclusivamente di soddisfazioni personali.
La prima bella realtà associativa della quale ci interessiamo è l’associazione culturale “Luna e L’altra”, nata per dare un serio contributo al processo di integrazione fra i popoli con tradizioni, culture e religioni diverse. L’associazione, che tra i suoi riferimenti ha una Signora da tempo impegnata in queste tematiche; Ignazia Maioli, si vuole proporre come punto di ascolto per cittadini immigrati, con particolare attenzione al mondo femminile attraverso l’organizzazione e la partecipazione a momenti formativi ed informativi.
Tra le molteplici attività proposte dalla “Luna e L’altra” vi sono: corsi di lingua italiana e straniera – servizi di traduzione- progetti di intercultura per insegnanti – servizi consulenza generica per immigrati- organizzazione di eventi culturali, artistici e di cucina etnica e tanto altro ancora.
Per info: e.mail- lunaelaltra@msn.com Tel. 340\2982533 Presidente; Ignazia Maioli

Anna Petrillo

EBOLI DIVA COLLABORA NELLA PROMOZIONE DEL C.T.P. ( CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE).

Il lavoro oscuro e determinato del progetto ebolidiva, anche se inizialmente concentrato sulla promozione dell’iniziativa sul territorio e sulla ricerca di soggetti interessati ad aderire ai principi di base sui quali esso si basa ed ad uno sviluppo graduale teorizzato nelle fasi di progettazione, riesce, comunque, a muovere i primi passi nel pur complesso sistema socio/culturale ebolitano.
La prima vera iniziativa, intercettata tra gli stand della fiera campionaria di Eboli, dove ebolidiva era presente in sinergia con gli amici del Giornale Di Eboli, è stata la collaborazione creata con alcuni responsabili del C.T.P. (centro territoriale permanente), una struttura parallela alla scuola formata da docenti di elevata professionalità e competenza che organizzano, da svariati anni, presso la scuola media statale Matteo Ripa, dei corsi specifici dedicati a soggetti svantaggiati in primis, ma rivolti, comunque, a tutti quei cittadini che avessero bisogno di apprendere determinate tecniche o solo il bisogno di recuperare anni scolastici di primo e secondo livello.
Ed è proprio nell’ambito del disagio che il progetto ebolidiva ha voluto produrre il suo umile contributo, l’importanza di sfruttare l’opportunità di conseguire una banale licenza elementare o una semplice licenza media assume un valore indefinibile per quei soggetti colpiti da eventi sfortunati o impossibilitati da peripezie umane e familiari, un valore che ai più fortunati possono sembrare minimi, ma che richiedono non solo comprensione e interesse, ma anche e soprattutto un impegno maggiore per cercare di ridurre al massimo le distanze socio\culturali che continuano a dividere alcune fasce di esseri umani.
Ebolidiva non ha fatto altro che promozionare un servizio già esistente sul territorio da svariati anni, ha prodotto un volantino con tutte le informazioni sui corsi a disposizione, puntando l’attenzione, soprattutto, proprio sui corsi dedicati al conseguimento delle due licenze primarie, volantini portati in giro per la città concentrandosi sui quartieri più esposti al disagio sociale, ma l’impegno di ebolidiva non si è limitato a questo, infatti, grazie alle precedenti esperienze dei responsabili nel settore delle politiche sociali rivolte ai minori, si è anche provveduto ad accompagnare tanti amici sprovvisti di licenza media presso le aule del C.T.P. e provvedere all’iscrizione degli stessi ai corsi assistendoli anche nelle fasi logistiche successive.

Cosimo Avigliano

LA BOTTEGA DELL’ARTE a cura di Roberto Forlano


Come primo appuntamento parliamo degli Yumma-re. Una delle band più longeve della storia musicale ebolitana e ormai prossima a pubblicare il nuovo album “Eden”.
Il gruppo Yumma-re nasce nella primavera del 1996.
Il gruppo ottiene ottimi consensi dalla critica specializzata, partecipa alle maggiori manifestazioni nazionali raggiungendo, in particolare, le vittorie dei festivals "Arezzo Wave '97", "No Playback '98" e le finali del "Festival di Recanati '98". Nel periodo che va dal 1998 al 2002 il gruppo realizza circa 250 concerti in tutta Italia, facendo da spalla a numerosi artisti quali Prozac+, Afterhours, Chumbawamba, Parto delle nuvole pesanti, Enzo Avitabile, 24 Grana, David Thomas e tanti altri. Gli Yumma-re partecipano a numerose rassegne tra le quali "Suoni di tutti i colori", "Nel nome del rock", "Festa della musica-Napoli", "Ecolove", "Orte di note", "Giffoni film festival", "Feedback", "Over the rock", "Casentino rock". E' del '98 la loro prima uscita discografica, Radio Tirana, un E.P. accolto in modo positivo dalla critica, che trasporta Yumma-Re nei maggiori network radiofonici e televisivi nazionali.
Dopo l'uscita di "Radio Tirana" la formazione subisce qualche cambiamento. Successivamente la band si dedica ad altre esperienze musicali che vedono la composizione di alcune colonne sonore come quella del cortometraggio "Nero lavoro", e di musica d'ambiente per mostre di arti visive.
Dal 2003 il gruppo collabora con vari artisti tra cui Spasulati band, Beltrame, Lef, Zero Consequences, Le Nèon Noir, Alessandro Mancuso e i Beati Paoli.
Nel 2005 la band si ritrova in studio per iniziare i lavori del nuovo disco. Dopo tre anni di intenso lavoro, negli studi Monochrome, vede la luce "EDEN", ultima fatica discografica del gruppo. "EDEN" è un viaggio introspettivo che scandaglia le paranoie, i timori, le paure dei singoli individui del nuovo millennio. L’uscita di “EDEN” è prevista per gennaio 2009.
Il disco prodotto da My Kingdom Music sarà distribuito in Europa e negli Stati Uniti d’America.

Roberto Forlano

LA TERRA DELL'ANIMA

Uno dei più grandi attori italiani, l’immenso Antonio De Curtis in arte Totò, in uno dei suoi tanti film, recitava una battuta divenuta molto celebre; “ Signori si nasce…ed io, modestamente, lo naqui!”. Tali parole ci sono sembrate il modo più semplice e diretto per presentare ai nostri lettori un simpatico personaggio, ebolitano di nascita, naturalmente, che ritroveremo tante altre volte nelle nostre pagine per raccontare delle pillole della sua lunga storia.
Orlando Noschese, questo il suo nome, nasceva ad Eboli nell’anno 1941, dopo aver passato i primi anni della sua giovinezza nella nostra e sua bellissima città, Orlando fu costretto a lasciare Eboli per motivi strettamente familiari, soggiornò per un breve periodo a Roma fino ad insediarsi, definitivamente, in Lombardia, ad Appiano Gentile. Il destino ha voluto riservare ad Orlando innumerevoli soddisfazioni sia personali che professionali, grazie alla determinazione, alla simpatia ed a quel carattere tipicamente ebolitano, Orlando ha saputo farsi valere in ogni campo. Oggi, il Signor Noschese, continua la sua vita ad Appiano Gentile, è un ottimo agente di commercio, collabora attivamente con la società sportiva Internazionale Football Club, cura alcuni interessi di calciatori famosi, ha un suo studio privato e svolge tantissime altre attività….
Perché abbiamo scelto di scrivere del Signor Noschese su ebolidiva????
Molto semplicemente, non siamo noi ad averlo cercato, ma lui, spinto dall’amore per la sua terra, dal desiderio di sentirsi ancora ebolitano, dalla passione per questa nostra bellissima città, ad averci trovato e, con lo stesso entusiasmo che aveva nell’anima un attimo prima di conoscere le dure leggi del destino che lo allontanarono da Eboli, ci ha contattato per esprimerci tutta la sua simpatia e la sua gratitudine. Una simile dimostrazione, purtroppo, non è ancora stata fornita da nessun ebolitano residente che ci ha incontrato tra le pagine del giornale di Eboli o ci ha conosciuto nelle nostre tante visite informative. Orlando Noschese ritornerà tra qualche numero con alcuni suoi aneddoti , per lui, il caloroso abbraccio della sua terra!

Amedeo Fine